L’Inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita (SA)

L’Inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita (SA)
Idee di Viaggio Salerno

L’Inferno di Dante nelle Grotte di Castelcivita sono un evento straordinario da vivere soggiornando negli agriturismi di Salerno e provincia.

Le Grotte di Castelcivita, in provincia di Salerno, sono vicine ad agriturismi di Salerno e provincia.

L’evento è ospitato nello straordinario scenario preistorico naturale delle grotte. Giochi di luce, suoni e installazioni d’arte contemporanea rendono spettacolare l’evento dell’Inferno di Dante.

Per circa un chilometro, nelle ampie cavità delle Grotte di Castelcivita, lo spettatore incontra i diversi personaggi che popolano la prima cantica del Sommo Poeta. Le grotte sono adorne di imponenti gruppi stalatto–stalagmitici. Ci sono anche straordinarie morfologie di concrezionamento. Inoltre, sono coinvolti circa trenta artisti tra attori, cantanti e ballerini Ad esempio, Virgilio, Francesca da Rimini, le Fiere, Farinata degli Uberti, Beatrice, Ulisse, il Conte Ugolino.

Ne “L’Inferno di Dante” nelle grotte di Castelcivita il pubblico viene diviso in gruppi di 40 unità. E’ poi affidato a un attore che interpreta Dante Alighieri. Egli attraversa i nove cerchi de L’Inferno immaginati dal Sommo Poeta. Si va di caverna in caverna, consentendo l’interazione del pubblico con i diversi personaggi.

Ad accompagnare il viaggio, una struggente e inedita colonna sonora. Oltre alla visione di diverse video installazioni, ritraenti le anime dannate.

Le Grotte di Castelcivita

Si estendono su una superficie di 5400 metri, anche se il percorso turistico normale ne comprende solo 1700. Durante il cammino i visitatori incontrano una zona denominata “pozzi della morte”. Sono caratterizzati da cavità profonde e ripiene d’acqua.

C’è anche il lago Terminale influenzato dagli eventi piovosi interni che ne determinano il suo livello. Nel corso degli anni, le grotte hanno avuto diversi nomi. Ad esempio, Grotte del Diavolo per gli strani rumori dei pipistrelli provenienti dall’interno.

Oppure Grotta del Ponte per il passaggio sul fiume Calore che permetteva le comunicazioni tra la città di Velia e quella di Roma e Capua. Infine, “grotte di Spartaco”, per la leggenda secondo cui il gladiatore romano Spartaco vi trovò rifugio con le sue truppe.

Le grotte di Castelcivita sono scavate nel ventre degli Alburni. Qui, non c’è il cielo sopra le teste dei visitatori, ma concrezioni calcaree che diventano stalattiti e stalagmiti. Le più piccole hanno circa diciottomila anni. Sulle pareti c’è il rosso delle presenze del ferro, il grigio del carbone o delle sostanze organiche in via di fossilizzazione.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA