Nella Reggia di Caserta, mostra José Molina

Nella Reggia di Caserta, mostra José Molina
Idee di Viaggio Caserta

Si chiama “Josè Molina, Paesaggio dopo la battaglia”, la mostra allestita nella Reggia di Caserta dal 03 Maggio 2017 al 03 Giugno 2017. Nelle Retrostanze del ‘700, all’interno della Reggia di Caserta, a cura di Lorenzo Canova, organizzata da Deodato Arte di Milano, coordinata da Augusto Ozzella, promossa da MiBACT, è ospitata la grande personale dell’artista madrileno José Molina “Paesaggio dopo la battaglia” curata da Lorenzo Canova.

L’esposizione offre al visitatore un corpus di oltre 50 opere tra dipinti, disegni e sculture e descrive minuziosamente i linguaggi e i temi cari all’artista, comprendendo un nucleo di lavori inediti.
Il soggetto della serie è l’uomo con il bagaglio di sentimenti, tensioni, inquietudini che lo caratterizzano e in ogni opera assume sembianze diverse, divenendo la personificazione di uno stato d’animo o di un particolare momento della vita, attraverso una narrazione trasparente, dove convivono ed emerge un senso di speranza e di rinascita, come si osserva nelle opere “Grande Fratello” e “La bontà è una caramella di cui tutti vogliono mangiarne un pezzo”, due ritratti in cui le espressività dei visi deformi descrivono i moti interiori rintracciabili non solo nella totalità dell’opera, ma anche nei dettagli degli occhi, delle rughe, nella luce che illumina i volti.

Molina viaggia nell’inconscio, attraverso un personalissimo codice simbolico, e traduce le pulsioni e gli istinti in un viaggio senza tempo che connette passato e presente. I suoi lavori sono popolati da uomini, demoni, animali, personaggi mitici ed eroi e svelano l’identità dell’uomo, ciò che si tende a mostrare e ciò che si è spinti a nascondere.
La composizione dei suoi grandi cicli si manifesta attraverso capitoli serrati e analitici, evidenti nelle opere inedite “I Predatores”, “Los Olvidados”, “Peccati e Virtù”. La connessione con attualità, politica e potere è rappresentata da un linguaggio metaforico. Ad esempio, nell’opera “Serpenti” (serie Predatores), il serpente incarna la figura del politico; nella tela intitolata “Potere” (Los Olvidados), la testa di un uomo cieco è trasportato da altri uomini nella medesima condizione, una scena simbolica e di forte impatto in cui chi ha occhi per vedere viene penalizzato a favore della cieca ignoranza.

I peccati e le virtù sono rivisitati in chiave personale e attuale e rappresentati con esasperazioni di gesti o elementi allegorici che riconducono ai vizi capitali: l’Ira è un volto aggrottato con due braccia alzate a pugni chiusi, la Gola diviene il ritratto di un uomo nell’atto di divorare un arto e la Lussuria è rappresentata da numerose lingue che lambiscono il corpo di una donna sdoppiata e coperta da veli leggeri.
Nella serie “Peccati e Virtù” i “nuovi vizi” legati alla società contemporanea sono l’incapacità di ascoltare nell’opera “Solo parole”, l’indifferenza nei confronti delle responsabilità in “Un altro giorno in paradiso” e l’avidità di potere in “Una sola lacrima”.

Info Mostra

Agriturismi Caserta e provincia